[Pag 140] Il 20 marzo, due giorni prima che l’imperatore Giuseppe II incontri papa Pio VI, recatosi a Vienna per affrontare le controversie relative alla soppressione degli ordini contemplativi, di 1300 monasteri, e agli altri aspetti della riforma ecclesiastica, Metastasio indirizza l’ultima lettera: Tutti siamo egualmente bisognosi di rassegnazione: questa imploro per me, questa auguro a voi ad e tutto il numeroso tormentato nostro prossimo … Oh quanto mi resterebbe da dire! Ma come si fa quando non si può più? Si prega il caro gemello di far le mie parti (con le dovute proporzioni) con le molte persone che costì mi onorano della loro memoria. Si abbraccia con tutto il cuore l’adorabile Carlucciello, e si conferma la fraterna tenerezza del suo immutabile gemello. Da Bologna, era intanto partita una “flotta petroniana”: una cassetta, più pesante della precedente del 1780, nelle quale Broschi aveva radunato una Armonica raccolta di voce e pensieri gemellici in Parnaso, “dieci quinterni, o libretti di musica” contenenti arie e sonate da cembalo, “e la miniatura di ogni cartone è allusiva alle arie e sonate da cembalo, che dentro di essi contengono, con altra sonatina sciolta, senza esser colorita, ed altre sciolte con duettini per divertirsi in buona compagnia”. Broschi seguirà con trepidazione il tragitto di quella “flotta”, che comprende anche un carico di altri doni, mai così numerosi: tabacco di Spagna, canditi di Ferrara, prugne candite delle monache di Carpi, mortadella di Bologna, cotognata delle monache di San Lorenzo, boccette di rosolio, acqua di canella, persicata di Ferrara, tela di Persia, seta di Castiglia. E il 13 aprile risponde al “Carissimo ed amatissimo impareggiabile gemello”: è la prima delle uniche due lettere superstiti, tra le tante indirizzate a Metastasio. Alternando italiano, napoletano, interiezioni in lingua spagnola, si lamenta della propria salute (“quest’altro Idaspe mancava a tormentarmi, Dios mejore las horas ai nostri acciacchi”), si complimenta con Marianna Martinez, compositrice, cantante, membro onorario dell’Accademia Filarmonica di Bologna, che aveva appena completato una nuova intonazione dell’oratorio metastasiano Isacco figura del Redentore, e parla del contenuto di quella “flotta” come di un testimone pensato per unire i due vecchi amici: … che vuje state sempre con me, ed io con vuje felicitandome le ore con passarle al cembalo in compagnia del mio arcicaro gemello nel compiacersi di scartapellar la raccolta delle arie, e sonatelle, delle quali la vostra gemellica accettazione ne farà il pregio con il merito della magistrale esecuzione della signora D. Anna Martinez al vostro cembalo… e vogleme bbene ccà sa Rafaniello… e con tutte le chellete della sincera amicizia resto del mio caro Petruccio de todo corazon, e si conferma dell’impareggiabile gemello, il vostro costante schiavottiello gemello Carlucciello. Dalla casa di campagna, Bologna, 13 aprile 1782. The 20th of March, two days before the meeting between emperor Joseph II and pope Pio VI, the latter being in Vienna to face the controversies regarding the suppression of the mendicant orders, of 1500 monasteries and other consequencies of the clerical reform, Metastasio sends this last letter: All of us equally need resignation: I plea this for me, this I bid for you and for our great restless neighbour … Oh, how many things would still be left for me to say! But how to do so when you cannot anymore? We plea the dear twin to do my role (with the owed proportions) with the many people that honour me in their memories [in Italy]. We hug heartily the adorable Carlucciello and it is assured the brotherly affection of his immutable twin. A “flotta petroniana” [a load of gifts for Pietro Metastasio, literally “Petronian fleet”] had been sent in the meanwhile from Bologna: a mailbox, heavier then the previous from 1780, in which Broschi had gathered a Harmonious collection of voice and twin thoughts in Parnassus “ten five-sheets or music booklets” containing arias and sonate for cembalo, “and the miniature on each carton hints at the arias and at the sonate for cembalo that they contain into them, with another unraveled sonatina, deprived of virtuosism, and other unraveled ones including little duets to enjoy in good company”. Broschi will follow with excitement the “fleet’s” journey, wich includes also a load of other gifts, which had never been so copious: tobacco from Spain, candied fruit from Ferrara, candied plums by the nuns in Carpi, mortadella from Bologna, quince paste by the nuns of San Lorenzo, bottles of liqueur, cinnamon water, persicata [similar to quince jelly] from Ferrara, canvas from Persia, silk from Castille. It is the 13th of April when he responds to the “Dearest and most loved matchless twin”: it is the first of the only two letters which survived between the many sent to Metastasio. Interchanging Italian, Neapolitan, exclamations in Spanish, he complains about his health (“this other Idaspe missed to torment me, may God recover the hours [Spanish in the text] to our ailments”), he congratulates Marianna Martinez, composer, singer, honorary member of the Accademia Filarmonica of Bologna, who had almost completed a new musical setting of the Metastasian oratorio Isacco figura del Redentore, and talks about the contents of the “fleet” as a gift thought to connect the two old friends: …that you may always be with me, and I with you congratulating [Neapolitan in the text], passing hours on the cembalo in the company of my super-dear twin in gratifying ourselves while flipping through the arias’ collection, and little sonates, which your twin accomodation will honour with the virtue of the masterful execution of madame D. Anna Martinez on your cembalo… love me then, for I am Rafaniello [Neapolitan in the text: Rafaniello literally meaning radish, perhaps a term of endearment referring to the age gap between the two, very similar in sense to Nennillo] … and with all those [Neapolitan: implications] of genuine friendship I am still of my dear Petruccio with all my heart [Spanish in the text], and assuringly to the matchless twin, your constant schiavottiello [Neapolitan: slave] twin Carlucciello. From the country-house, Bologna, 13th of April 1782.